Il giallo sul delitto omosessuale di Giarre in Sicilia, di Giorgio e Antonio ancora irrisolto, dopo piu’ di 40 anni!

Il delitto di Giarre che ha sconvolto l’Italia nei primi anni 80″ è avvenuto precisamente il 31 ottobre 1980, quando i corpi di Giorgio Agatino Giammona (25 anni) e Antonio Galatola (15 anni appena) furono ritrovati senza vita, mano nella mano, in un agrumeto a Giarre, in provincia di Catania.

I due poveri ragazzi giovanissimi, chiamati in paese “i ziti” (i fidanzati) e «puppu ‘ccô bullu», ovverosia “Omosessuale con il timbro”, erano stati uccisi da colpi di pistola alla testa! E i corpi abbandonati nel bosco sotto un albero.

In un primo momento si era pensato ad un suicidio, ma poi venne fuori che un certo Francesco, nipote di Antonio, il quale avrebbe dichiarato di essere stato costretto da Antonio e Giorgio a compiere l’omicidio, in cambio di un orologio: “mi hanno detto o ci ammazzi o ti ammazziamo noi”, ha affermato Francesco piangendo, alcuni giorni dopo, però, Francesco ha ritrattato tutto, proclamandosi innocente e accusando addirittura i carabinieri che, a suo dire, lo avrebbero spinto ad accollarsi la responsabilità del delitto! Ad oggi Francesco allora minorenne e’ rimasto impunito per questo delitto!

La verita’ e che si pensa che l’omicidio sia stato commissionato dalle famiglie dei due giovani innamorati, si sarebbe infatti trattato di un vero e proprio delitto d’onore, connotato dall’omofobia di entrambe le famiglie dei ragazzi, organizzato da alcuni membri delle stesse ed eseguito da Francesco, per lavare nel sangue l’onta inaccettabile dell’omosessualità e la vergogna che ne era derivata in tutto il paese!

Da questa vicenda di indignazione, che sconvolse l’Italia di quegli anni, naque la prima forma di associazionismo LGBTQ+ in Italia, dove nel 1980 prese vita a Palermo l’Arci Gay, costituito da Don Marco Bisceglia, un sacerdote nato nel 1925, tra i primi attivisti cattolici a sostenere le cause degli omosessuali. Parroco di Lavello (Potenza) aveva aderito pubblicamente a ciò che il Vaticano detesta: la legge sul divorzio e la liberazione sessuale.Omosessuale e anticonformista, fu sospeso a divinis in seguito ad un’inganno fattogli da due giornalisti a caccia “del prete comunista di Lavello”. Si spacciarono per cattolici omosessuali e Bisceglia assecondò la loro richiesta di celebrare un matrimonio di coscienza di nascosto!

Ma chi erano Antonio e Giorgio?

Giorgio Agatino Giammona ha 25 anni e Antonio Galatola ne ha 15. I due sono molto conosciuti a Giarre, sopratutto Giorgio, perché non ha mai nascosto la propria omosessualità. All’età di 16 anni fu sorpreso in auto dai carabinieri del posto insieme ad un altro giovane e per questo fu denunciato. La notizia divenne presto di dominio pubblico tanto da valergli il soprannome, dispregiativo, in dialetto catanese di “puppu ‘ccô bullu”! Giorgio ed Antonio erano semplicemente due ragazzi che si amavano a cui e’ stato tolto con la violenza il diritto ad amarsi!

Il Comune di Giarre, nel maggio 2022, ha realizzato una lapide commemorativa ai due innamorati, con la seguente effige : “In memoria di Giorgio Agatino Giammona e Toni Galatola, insieme barbaramente uccisi il 17 ottobre 1980, insieme ritrovati abbracciati il 31 ottobre successivo, Giarre tutta, memore di quell’amore che non osò pronunciare il suo nome, questa lapide pose”.